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Fior di Frutteto: il Caso del Frutteto Condiviso in Brianza

Siamo a Vimercate, in provincia di Monza-Brianza, area metropolitana di Milano. Davide, trentasettenne con un trascorso universitario in Scienze e Tecnologie per l’Alimentazione e il Territorio, insieme alla compagna Anna e all’amica Rossella hanno creato un frutteto condiviso alle porte della cittadina brianzola.

Di cosa si tratta e com’è nato Fior di Frutteto? Tutto è cominciato da quel terreno agricolo del padre di Davide, lasciato incolto e inutilizzato per troppo tempo. Perché non metterlo letteralmente a frutto ma in modo diverso, per l’appunto, “condiviso”? Inizialmente Davide, Anna e Rossella avevano immaginato di sfruttarlo come un terreno agricolo tradizionale oppure come un vivaio. Poi però, a forza di pensarci e ragionarci insieme, sono arrivati a determinare la loro vocazione intorno a quel campo: quella di condividere un frutteto. Via via il progetto prende forma grazie al Distretto di Economia Solidale (DESBRI) e ai gruppi di acquisto solidale (GAS) della zona.

Una volta determinata la destinazione d’uso di quel terreno, come realizzare concretamente un frutteto, non avendo una particolare né annosa esperienza nel settore agricolo? Davide & c. hanno cominciato a informarsi presso gli orti urbani del Comune di Milano, presso il Parco Sud della città. Dopodiché hanno fatto analizzare la terra del campo da un agricoltore, per capire quali piante fossero più adatte di altre a nascere e crescere esattamente lì. A marzo 2013 acquistano i primi 200 porta-innesti per alberi da frutta (nella fattispecie, peschi, albicocchi, susini, peri, meli).

Arriva quindi il momento di vangare il terreno per prepararlo ad accogliere i primi alberi ma occorre anche allestire un sistema di irrigazione, dato che il campo non dispone da un impianto idrico. A luglio 2013 l’inaugurazione del frutteto. Cosa si intende, allora, per “condiviso”? S’intende che coloro che vogliono partecipare alla vita del frutteto lo possono fare secondo i tempi e le modalità più adatti alle loro attitudini, disponibilità, competenze. C’è chi lavora la terra, chi vi porta il cane a correre o i bambini a giocare, chi cura il blog dedicato, chi partecipa alle riunioni, chi frequenta corsi di agricoltura biodinamica,…

L’idea di condivisione va comunque oltre la comunità locale e i suoi (seppur permeabili) confini:  è possibile “adottare a distanza” una pianta di lampone, more, ribes,… coltivati da Davide intorno alla metà di marzo. La quota è di 20 euro: si riceverà una pergamena di riconoscimento e una fascetta nominativa con la quale cingere il tronco della pianta adottata durante la Festa di Primavera.

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