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Orto sinergico: cos’è e come si coltiva

Avete mai sentito parlare di orto sinergico? Si tratta di uno speciale tipo di coltivazione che si rifà all’agricoltura sinergica, teorizzata negli anni Ottanta dalla coltivatrice spagnola Emilia Hazelip (1938-2003). Consiste nell’applicazione all’agricoltura mediterranea dei principi dell’agricoltura naturale elaborati dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka. Sullo sfondo, gli ideali della permacultura, ovvero della cultura permanente, capace di auto-rigenerarsi in eterno. Scopo dell’agricoltura sinergica è sfruttare le dinamiche naturali del suolo, mantenendone spontaneamente la fertilità. In che modo? Seminando densamente nel terreno piante diverse per caratteristiche e stagionalità e utilizzando la pacciamatura, cioè la protezione “naturale” del suolo (foglie secche, canne, paglia,…). Il che significa curare l’orto come se fosse un vero e proprio ecosistema spontaneo, seppur ricreato dall’uomo, il cui intervento è ridotto al minimo. Fukuoka ha sintetizzato così i quattro principi dell’agricoltura sinergica:

1) No alla zappatura del terreno: la terra è in grado di rigenerarsi da sé grazie ai movimenti e alle ramificazioni delle radici e all’attività di microrganismi locali come lombrichi, insetti e piccoli animali.

2) No a concimi e fertilizzanti chimici: il suolo lasciato vivere liberamente mantiene e aumenta la propria fertilità.

3) No a diserbanti anti-erbacce: le erbe “matte” non vanno estirpate ma controllate.

4) No a qualsiasi utilizzo di prodotti chimici: la natura crea da sé ogni sorta di equilibrio perfetto. In un orto sinergico, le piante perenni convivono con quelle stagionali e il ciclo di vita di ciascuna è funzionale al mantenimento e all’accrescimento della fertilità terrena (basti pensare al concime naturale generato dalla decomposizione del fogliame). Dunque, niente sprechi e 100% natura, dall’orto al piatto.

Cosa coltivare in un orto sinergico? Almeno tre specie diverse di piante:

– una leguminosa (piselli, lenticchie, ceci, fagioli,…), poiché fisserà l’azoto atmosferico nel terreno;
– una liliacea (aglio, cipolla, scalogno, porro,…), che allontanerà i batteri;
– una verdura tradizionale nel cuore dell’orto e distante quanto basta dalle altre piante, per assicurare loro il giusto spazio vitale.

Inoltre:

fiori: abbelliscono l’orto ma sono pure molto utili al terreno e alle altre piante, come la Calendula, dalle proprietà antibatteriche o il Nasturzio, che tiene lontane le formiche;
erbe aromatiche: aumentano lo sviluppo e il sapore di alcuni ortaggi (come l’accoppiata pomodoro-basilico, non solo a tavola ma già nell’orto).

La sinergia praticata nell’orto di casa è quindi la reciproca collaborazione fra gli organismi viventi, facendo letteralmente della loro unione (e vicinanza) una forza. In questo modo, la coltivazione di un orto sinergico dà vita a un virtuoso equilibrio naturale così come a un’armonica convivenza fra i bisogni dell’uomo e quelli della natura.

Fonti:
Manuale Orto Sinergico, Provincia di Ferrara, Progetto “La città degli orti”, 2008
http://tinyurl.com/cvx9d3b

Il Mio Mondo Naturale
http://tinyurl.com/c2kung8

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